Corso organizzato nell'ambito dell'attività di Formazione Decentrata della Scuola Superiore della Magistratura con la partecipazione della Prof.ssa Paola Iamiceli, Coordinatrice Scientifica del progetto FRICoRe.

Responsabile del Corso: Dott. Giuseppe Fiengo

Al fine di superare la situazione di inferiorità che caratterizza - tanto con riferimento al potere nelle trattative, quanto con riferimento al livello di informazione -  la posizione del consumatore che contratta con il professionista, il legislatore europeo ha previsto, con norma “imperativa”, la non vincolatività per il consumatore delle clausole vessatorie.

L’acquisita consapevolezza del consumatore quale parte debole non solo nella fase di formazione del contratto ha peraltro indotto la Corte di giustizia ad affermare la necessità di un intervento, da parte di un soggetto terzo (il giudice), destinato ad equilibrare anche a livello processuale l’asimmetrico rapporto di forza esistente tra professionista e consumatore. Pur nel rispetto del principio dell’autonomia processuale degli Stati membri, attraverso la valorizzazione dei principi di equivalenza e di effettività della tutela, la Corte di Lussemburgo ha così delineato un attivismo giudiziale che, teso ad assicurare un rimedio effettivo, deve essere attentamente calibrato con i principi processuali nazionali.

Il corso, con un approccio laboratoriale, si propone di approfondire quali siano, sulla base della giurisprudenza sovranazionale, i poteri (processuali e sostanziali) attribuiti al giudice nelle controversie consumeristiche e quali siano i limiti entro i quali simili poteri possano essere esercitati.


Training course organized within the Decentralized Training programme of the Italian National School of Magistracy with the participation of Professor Paola Iamiceli, Scientific Coordinator of the FRICoRe Project.